Una dopo l’altra quasi tutte le barche che hanno trascorso la notte a Profitis Ilias nel corso della mattinata sono partite. Noi siamo restati fino verso le 11. Percorrendo la poca distanza che separa Aegina dalla prospiciente Nisis Moni siamo passati davanti alla piccola baia che si trova sul suo lato settentrionale. Era stracolma all’inverosimile, soprattutto di catamarani. Impensabile di avvicinarsi a quel carnaio. Abbiamo invece dato fondo in una piccola insenatura sul lato occidentale dell’isola. Nel corso della giornata questo bel ridosso si è gradualmente svuotato. A parte un paio di barche con le cime a terra ad un certo punto ci siamo trovati ad essere quasi soli. Poi verso le 15 è arrivato un catamarano a motore di 70 piedi che ha pensato di portare le cime a terra rischiando di mettere la sua linea di ancoraggio proprio sopra la nostra. Dopo averglielo fatto notare si sono scostati di un poco, finendo comunque con l’ormeggiare proprio davanti a noi. Al tramonto un’altra barca, questa volta a vela, si è messa sulla nostra destra. Questa volta ad una distanza decente. Siamo ai primi di ottobre, ma ancora occorre avere tanta tanta pazienza. Ancora troppa gente per i nostri gusti. Il nostro ancoraggio è comunque molto bello. L’isola che prende il nome dal fatto che in passato vi si trovava un monastero di monaci è popolata di cervi. Questi, sapendo che i turisti gli offrono da mangiare, si sono abituati a scendere fino sulla spiaggia. Per il resto è rocciosa con una bella macchia verde che fa da contrasto. Sì è cenato dopo il tramonto. Questa sera quest’ultimo è stato un po’ compromesso da un grande nuvolone scuro che ci ha impedito di vedere il sole scomparire dietro le montagne circostanti.
(Giornale di bordo)

Nessun commento:
Posta un commento