Nella notte il po’ di vento che mi aspettavo non è arrivato. Habibti ha galleggiato sull’acqua perfettamente immobile per tutto il tempo. Non essendo andati a dormire tardi e non essendomi svegliato presto, ho calcolato di aver dormito ben 11 ore. Era tempo che non mi accadeva. La giornata si presenta con un bel cielo terso e, benché la temperatura sia prevista non superare i 21 gradi, al sole fa ancora caldo. Decidiamo di spostarci in una delle baie limitrofe. Optiamo per Ormos Frangolimani, un’ampia baia, ben ridossata ma con dei fondali piuttosto profondi. Quando vi entriamo vediamo una piccola barca vela stanziale ormeggiata ad una boa. A bordo non c’è nessuno. Diamo fondo in 16 metri d’acqua nella parte più interna, protetta anche dai venti meridionali che, in questo periodo seppur leggeri, si alzano sempre un po’ al pomeriggio. Dopo un paio d’ore arriva una barca a vela battente bandiera italiana con una coppia a bordo. Portano due cime a terra. Così fa anche un charter di tedeschi, dopo aver gironzolato un po’ intorno ad Habibti che è alla ruota. Una terza barca arriva in serata, ma si dirige nella parte opposta a quella in cui ci troviamo noi. A parte queste presenze, in tutta la giornata si sono viste solo altre due barche di pescatori. Trascorriamo la giornata terminando di leggere un avvincente giallo di Alicia Gimenez-Bartlett, pranzando come al solito in pozzetto. Anche sulla baia di oggi si affaccia qualche costruzione. Il piano regolatore lascia un po’ a desiderare in quanto ogni edificio ha un suo stile proprio. Non dei migliori. Tuttavia, nel suo complesso il luogo è gradevole. Restiamo seduti in pozzetto fino a che non scende il buio. La serata non è per nulla fredda. O per lo meno, molto meno di quelle dei giorni scorsi. Per il resto, anche stasera si va a letto presto.
(Giornale di bordo)

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