CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







venerdì 15 luglio 2011

Terra vagante



Questo non puo' essere ci disse il battelliere, a meno che precipitiamo ignari alla rovina. Perche' quelle stesse isole che di quando in quando appaiono non sono terraferma, ne' contrade sicure, ma pezzi di terra vaganti che corrono qua e la' nel mare immenso; per questo son chiamate Le Isole Vaganti; per questo fanno paura; perche' spesso hanno tratto molti avventurosi in terribili pericoli e in situazioni senza uscita; perche' chiunque vi ha posato sia pure una volta il piede, mai piu' fermo potra' appoggiarlo, ma sempre andra' vagando incerto e malsicuro.

(Herman Melville, Le isole incantate)

martedì 12 luglio 2011

L'istante



ODISSEO: Sei tu la signora, che parli?
CALIPSO: Temo il risveglio, come tu temi la morte. Ecco, prima ero morta, ora lo so. Non restava di me su quest'isola che la voce del mare e del vento. Oh non era un patire. Dormivo. Ma da quando sei giunto hai portato un'altr'isola in te.
ODISSEO: Da troppo tempo la cerco. Tu non sai quel che sia avvistare una terra e socchiudere gli occhi ogni volta per illudersi. Io non posso accettare e tacere.
CALIPSO: Epppure, Odisseo, voi uomini dite che ritrovare quel che si e' perduto e' sempre un male. Il passato non torna. Non regge all'andar del tempo. Tu che hai visto l'Oceano, i mostri e l'Eliso, potrai ancora riconoscere le case, le tue case?
ODISSEO: Tu stessa hai detto che porto l'isola in me.
CALIPSO: Oh mutata, perduta, un silenzio. L'eco di un mare tra gli scogli o un po' di fumo. Con te nessuno potra' condividerla. Le case saranno come il viso di un vecchio. Le tue parole avranno un senso altro dal loro. Sarai piu' solo che nel mare.
ODISSEO: Sapro' almeno che devo fermarmi.
CALIPSO: Non vale la pena, Odisseo. Chi non si ferma adess, subito, non si ferma mai piu'. Quello che fai, lo farai sempre. Devi rompere una volta il destino, devi uscire di strada, e lasciarti affondare nel tempo...
ODISSEO: Non sono immortale.
CALIPSO: Lo sarai se mi ascolti. Che cos'e' vita eterna se non questo accettare l'istante che viene e l'istante che va? L'ebbrezza, il piacere, la morte non hanno altro scopo. Cos'e' stato finora il tuo errare inquieto?
ODISSEO: Se lo sapessi avrei gia' smesso. Ma tu dimentichi qualcosa.
CALIPSO: Dimmi.
ODISSEO: Quello che cerco l'ho nel cuore, come te.

(Cesare Pavese, Dialoghi con Leuco')

lunedì 11 luglio 2011

L'invenzione del mare



Sulla sponda del mare l'uomo moderno viene alla scoperta di se' stesso, a verificare i suoi limiti, di fronte allo spazio vuoto dell'oceano, alla disponibilita' degli arenili. Sulle sponde marine, protetto dall'alibi terapeutico, nel turbamento dell'immersione che confonde piacere e spasimo della soffocazione, nasce un nuovo ordine di sensazioni. La sensazione della fuga del tempo, destata dalla visione della riva si accompagna all'intensa carica sessuale del luogo; il brivido del piede nudo sulla sabbia, l'insistente carezza del vento, la flagellazione violenta dell'acqua, l'inabissamento immaginato come una lenta penetrazione, dichiarano implicitamente il carattere erotico della spiaggia, marchiata dalle immagini di una femminilita' insieme minacciosa e salvatrice. Siano esse difese da un cerchio di feroci scogli o si mostrino bagnate da mari paradisiaci, le rive dell'isola appaiono tutte rifugi sicuri, e la loro infantile innocenza pone tregua al conflitto tra desiderio naturale e dovere morale.

(Alain Corbin, L'invenzione del mare)

domenica 10 luglio 2011

La risposta



How many roads must a man walk down before they call him a man?
How many seas must a white dove sail before she sleeps in the sand?
How many times must the canon balls fly before they're forever banned?
The answer, my friend, is blowin' in the wind
The answer i s blowin' in the wind.
How many years must a mnountain exist before it is washed to the sea?
How many years can some people exist before they're allowed to be free?
How many times can a man turn his head and pretend that he just doesn't see?
The answer, my friend, is blowin' in the wind
The answer is blowin' in the wind.
How many times must a man look up before he can see the sky?
How many ears must one man have before he can hear people cry?
How many deaths will he take till he knows that too many people have died?
The answer, my friend, is blowin' in the wind
The answer is blowin' in the wind.
The answer is blowin' in the wind.

(Bob Dylan, Blowin' in the wind)

giovedì 7 luglio 2011

Colore



Mare fanciullo insaziato di giuoco,
vecchio mare insaziato di pianto,
tu che sei lampo e fango
e cielo e sangue e fuoco,
oggi hai lasciato alle lente rive
orgoglio e forza, gaiezza e dolore:
oggi non sei che colore,
un bel colore che vive.

(Diego Valeri, Poesie)

mercoledì 6 luglio 2011

Vele piegate



Io la sera mi addormento
e qualche volta sogno perche' voglio sognare
e nel sogno stringo i pugni
tengo fermo il respiro e sto ad ascoltare.
Qualche volta sono gli alberi d'Africa a chiamare
altre notti sono vele piegate a navigare.
Sono uomini e donne piroscafi e bandiere
viaggiatori viaggianti da salvare.

(Ivano Fossati, Treni a vapore)

martedì 5 luglio 2011

Zacinto



Ne' piu' mai tocchero' le sacre sponde
ove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell'onde
del greco mar da cui vergine nacque
Venere, e fea quelle isole feconde
col suo primo sorriso, onde non tacque
le tue limpide nubi e le tue fronde
l'inclito verso di colui che l'acque
canto' fatali, ed il diverso esiglio
per cui bello di fama e di sventura
bacio' la sua petrosa Itaca Ulisse.
Tu non altro che il canto avrai del figlio,
o materna mia terra; a noi prescrisse
il fato illacrimata sepoltura.

(Ugo Foscolo, A Zacinto)

domenica 3 luglio 2011

Occhi marini



Godo in occhi marini
paeselli colorati
ai tuoi fianchi di carne.
Soffice nel vento dei capelli
ricrei orride forme
sul letto agitato del mare.
M'alzo in bavero di sonno
tra le rupi, fischiando gelido:
la mia testa di broncio
scava un abbraccio nelle sue spalle.

(Alfonso Gatto, Nudo)

sabato 2 luglio 2011

Analogie



Considerate l'astuzia del mare: come le sue creature piu' temute vanno scivolando sott'acqua, quasi del tutto invisibili, e nascoste perfidamente sotto le piu' amabili tinte d'azzurro. Considerate anche lo splendore e la bellezza diabolici delle sue tribu' piu' feroci, come le forme aggraziate ed eleganti di molte specie di squali. Considerate ancora il cannibalismo universale del mare, in cui tutte le creature si predano a vicenda conducendo un'eterna guerra fin dall'inizio del mondo. Considerate tutto questo, e poi volgetevi a questa terra verde, gentile e tanto docile. Considerateli tutti e due, il mare e la terra, e non scoprite una strana analogia con qualche cosa in voi stessi? Perche' come questo oceano spaventoso circonda la terra verdeggiante, cosi' nell'anima dell'uomo c'e' un'insulare Tahiti, piena di pace e di gioia, ma circondata da tutti gli orrori di questa semisconosciuta vita.

(Herman Melville, Moby Dick)

giovedì 30 giugno 2011

Crepuscolo



Sulla pallida spiaggia giacevo,
solitario dai tristi pensieri.
Declinava al tramonto nel mare
il sole, gettando sull'acqua
vivi sprazzi di porpora ardente;
ed i candidi flutti lontani,
sospinti dall'alta marea,
venivan spumando frusciando
piu' presso, piu' presso...
Uno strano gridare, un brusio
e sibili e murmuri e risa,
un sospirare, un ronzare:
e, frammezzo, un sommesso cantare
di cune dondoleggiate.

(Heinrich Heine, Poesie)

martedì 28 giugno 2011

Previsioni




- E' la tramontana, - mi disse. - Prima di un'ora sara' qui. Era un antico uomo di mare, molto vecchio, che del mestiere conservava il giaccone impermeabile, il berretto e la pipa, e la pelle bruciacchiata dai sali del mondo. Nelle sue giornate libere giocava a bocce nella piazza con veterani di diverse guerre perdute, e beveva aperitivi con i turisti nelle taverne del porto, perche' aveva la virtu' di farsi capire in qualsiasi lingua col suo catalano da artigliere. Si vantava di conoscere tutti i porti del mondo, ma nessuna citta' dell'entroterra. "Neppure Parigi in Francia con tutto quello che è", diceva. Non dava credito ad alcun veicolo che non fosse il mare.


(Gabriel Garcia Marquez, Tramontana)

giovedì 23 giugno 2011

Prosa



Allora, nella spiaggia il cui unico rumore erano le onde o il vento che passava alto come un grande aeroplano inesistente, mi abbandonavo ad un nuovo tipo di sogni: cose informi e soavi, meraviglie dell'impressione profonda, senza immagini, senza emozioni, pulite come il cielo e le acque, che vibravano come i flutti di un mare che si erge dal fondo di una grande verita', tremulamente, di un obliquo azzurro in lontananza che nell'avvicinarsi diventa verde con trasparenze di altri toni verde-sporchi, e dopo aver infranto stridendo le mille braccia sfatte e averle allungate in sabbia bruna e spuma sbavata, congregando in se' tutte le risacche, i ritorni alla liberta' dell'origine, la divina nostalgia, le memorie, come questa che senza forma non mi duoleva: nostalgia di uno stato anteriore, felice perche' buono o per qualcos'altro, un corpo di nostalgia con anima di spuma, il riposo, la morte, il tutto o il niente che come un grande mare circonda l'isola di naufraghi che e' la vita.

(Fernando Pessoa, Prosa di vacanze)

martedì 21 giugno 2011

Vicissitudini



Tali sono le vicissitudini che si incontrano in missioni come questa e che si devono sempre affrontare in una navigazione sconosciuta; se non fosse per il piacere che naturalmente prova l'uomo a essere il primo scopritore, anche se di null'altro di sabbia e secche, questo tipo di missione sarebbe insopportabile; e specialmente lo sarebbe in terre lontane come questa, con scarse provvigioni e carenza di quasi ogni altra cosa necessaria. Il mondo non ha scuse per l'uomo che scopre una costa, e poi la lascia inesplorata; se egli cercasse di giustificarsi parlando dei pericoli incontrati, sarebbe tacciato di pauroso e poco perseverante, e immediatamente denunziato come il meno adatto al mondo cui affidare una scoperta; se d'altra parte egli audacemente affronta tutti i pericoli e gli ostacoli che trova ed e' tanto sfortunato da non riuscire, allora viene tacciato di temerarieta' e di inettitudine al comando.

(James Cook, Diari di bordo)

domenica 19 giugno 2011

Smalti marini


....
Mattino chiaro dagli smalti marini,
Perla latina dalle liliali lucentezze,
Mediterraneo.
....

(Albert Camus, Mediterraneo)

sabato 18 giugno 2011

Cavalloni



Mi volsi verso il mare; i cavalloni correvano allegramente, onda dopo onda, le criniere al vento, galoppando uno dietro l'altro lungo la spiaggia, innalzandosi, incurvandosi, cadendo uno sull'altro sopra la sabbia pestata. Al largo, il salmastro, i gabbiani spaventati, la sterminata schiera dei destrieri marini che nitrendo si chiamano l'un l'altro a raduno per l'assalto ad Aros, e vicino, dinnanzi a noi, quella linea di sabbia piatta che, nonostante il loro numero e la loro furia, essi non avrebbero mai potuto superare.

(Robert Louis Stevenson, Racconti che narrano che cosa mai sia il mare)

giovedì 9 giugno 2011

Approdi



Ogni viaggio sul mare presuppone una riva; c'e' sempre un'attesa nel prendere il largo che alimenta un ardore, che da' senso all'andare, che ha bisogno di un fine. Nell'approdo c'e' sempre qualcosa che muore se si arriva dal mare. Ma se noi lo guardiamo a rovescio quell'approdo diventa un inizio ed e' la' che cominciano i sogni, sulle terre protese sul mare, siano porti o riviere deserte e selvagge, sono fatti per offrire avventure. C'e' una cosa del mare, una sola, di cui non potrei fare a meno: le sue terre. Che non sono precisamente terra. Isole e spiagge sono l'effimero e incerto confine tra due complementi dove l'uno si confonde nell'altro; il mio habitat e' la'. Sono figlia di isole che mi hanno insegnato le spiagge, e su esse dispiego me stessa come nuvole al vento. Ogni ansia svanisce in un'orma lasciata e io affioro e rinasco a ogni passo, a ogni scoglio. Ogni spiaggia e' una tregua di terra nella lotta col mare, un regalo del mare che si arrende alla terra. Penso sempre che, in fondo, quel lembo di sabbia e' per noi: la porzione di mare che ci e' dato tenere. Sulla spiaggia c'e', non so come dire, un po' del segreto messaggio del mare. Mi sembra ogni volta guardando la riva che il fondale del mare si trasformi in riviera. Traduce nel vento un antico alfabeto, ed io leggo sfogliando tra relitti e conchiglie senza punti ne' a capo, e mi perdo nei segni rimasti di un mondo perduto; e se mi viene di parlare, riesco a coniugare i verbi solo all'infinito. Su isole e spiagge che sono sempre un po' terre di nessuno, mi sembra di sfiorare il margine di quei momenti della vita che non appartengono neppure all'ordinario: il luogo dove gli assoluti sono contingenti, la sporadicita' e' durevole, le mobilita' stanziali, le verita' equivocabili, le certezze insicure, le ambiguita' trasparenti, le trascendenze immanenti. Sono gli effetti speciali delle terre del mare, paesi stranieri e mutanti che non hanno bandiere. Se mi specchio sull'acqua rassomiglio ad un'isola; vedo i contorni sfumati sulla terra gigante di uno sfondo marino: ho rive di sabbia abbagliante, impervie scogliere e coralli affioranti; ho lagune di calme apparenti, correnti contrarie e rifugi nascosti. E' un'isola persa nel deserto del mare; non c'e' sulle carte e non ha coordinate se non quelle del sole. Quando cammino sulla riva di un mare potrei proseguire per ore ed e' l'unico caso in cui non penso a un altrove. Io abito la', sulla spiaggia interiore del mondo; sui miei passi che non lasciano segni mi concedo effusioni col respiro del mare. E' un affanno leggero di carezze e parole, che mi prende per mano e che non so raccontare.

(Valeria Serra, Le parole del mare)

mercoledì 8 giugno 2011

Albaro


Se al crepuscolo, almeno
ci fosse, dietro ai vetri, il mare...
Amore
Tremore
in trasparenza...
Se almeno
questo fosse il rumore
del mare...
Non lo sopporto piu'
il rumore
della storia...
Vento
afono...
Glissando...
Sparire
come il giorno che muore
dietro ai vetri...
Il mare...
Il mare in luogo della storia...
Oh, Amore.

(Giorgio Caproni, Poesie)

lunedì 6 giugno 2011

Passi


C'est une chanson
Qui nous resemble
Toi qui m'amais
Et je t'amais
Nous vivions tous
Le deux ensemble
Toi qui m'amais
Moi qui t'amais
Mais la vie separe
Ceux qui s'aiment
Tout doucement
Sans faire du bruit
Et la mer eface sur le sable
Les pas des amants desunis

(Jacques Prevert, Les feuilles mortes)

domenica 5 giugno 2011

Il mare non pensa


"... la vita e' quella. E' in questo momento, e' adesso, capito? Guarda il mare, ad esempio. Il mare non pensa, ma ce n'e' sempre. Invece noi pensiamo, e moriamo!"

(da Happy Family, Gabriele Salvatores)

giovedì 2 giugno 2011

Moniti



- Un relitto allagato, penso, signore, - disse il secondo ufficiale, senza scomporsi, scendendo abbasso da riva con il binocolo nell'astuccio sistemato a tracolla; e il capitano, senza una parola, fece cenno al timoniere di dirigere per quel puntino nero. Poco dopo distinguemmo un troncone basso, scheggiato, che sporgeva in avanti - tutto quello che restava degli alberi della nave che se ne erano andati.

(Joseph Conrad, Fedelta' della nave e crudelta' del mare)

mercoledì 1 giugno 2011

Viaggi senza meta



Creare una tempesta non e' poi un'arte cosi' difficile: erano bastati pochi gesti dell'attore per mettere Abel a parte del segreto. Comandare i venti dei quattro punti cardinali era sorprendentemente facile. Il pericolo avvicina gli uomini. L'attore rinuncio' ai suoi principi spartani, e attacco' a bere e a mangiare. Fu il primo a dar segni di cedimento. Non lo avevano mai visto ubriaco. Erno, che beveva con moderazione e a piccoli sorsi, lo teneva d'occhio perche' non credeva nell'ubriachezza dell'attore. Quest'ultimo sposto' la cassa sotto l'oblo', si sedette e, fingendo di tenere una fisarmonica tra le mani, accenno' una canzone con voce nasale. La tristezza monotona della canzone si diffuse per l'ampia sala; l'attore si alzo' in piedi, comincio' a camminare instancabilmente avanti e indietro con l'invisibile fisarmonica tra le mani, e intanto andava trasformandosi in modo strano. Era li' che cantava e suonava la fisarmonica, e a un tratto si accorsero stupefatti che l'attore era, per cosi' dire, evaporato, e che un grasso marinaio ubriaco stava seduto sul bordo del tavolo al suo posto: perfettamente reale, con la fisarmonica tra le mani, cantava la malinconia dei porti, delle acque stagnanti e delle banchine, mutato in volto, strabico, impacciato ma benevolo, con una cordialita' e una goffaggine che sapevano di acquavite. Borbottava fra se' un idioma incomprensibile, mescolando parole inglesi e spagnole ed altre di origine ignota, sbuffava, cantava le lodi di contrade remote, e dalla sua voce traspariva la nostagia di viaggi senza meta.

(Sandor Marai, I ribelli)

lunedì 30 maggio 2011

Lontano lontano sull'acqua


In estate come in inverno
nel fango nella polvere
sdraiato su vecchi giornali
l'uomo che ha l'acqua nelle scarpe
guarda le barche lontane.
Accanto a lui un imbecille
un signore che ne ha
tristemente pesca con la lenza.
Egli non sa perche'
vedendo passare una chiatta
la nostagia lo afferra.
Anch'egli vorrebbe partire
lontano lontano sull'acqua
e vivere una nuova vita
con un po' di pancia in meno.
In estate come in inverno
nel fango nella polvere
sdraiato su vecchi giornali
l'uomo che ha l'acqua nelle scarpe
guarda le barche lontane.
Il bravo pescatore con la lenza
torna a casa senza un sol pesce.
Apre una scatoletta di sardine
e poi si mette a piangere.
Capisce che dovra' morire
e che non ha mai amato.
Sua moglie lo compatisce
con un sorriso ironico.
E' un'ignobile megera
una ranocchia d'acquasantiera.
In estate come in inverno
nel fango nella polvere
sdraiato su vecchi giornali
l'uomo che ha l'acqua nelle scarpe
guarda le barche lontane.
Sa bene che i battelli
son grandi topaie sul mare
e che per i bassi salari
le belle barcaiole
e i loro poveri battellieri
portano a spasso sui fiumi
una carrettata di figli
soffocati dalla miseria
in estate come in inverno
con non importa qual tempo.

(Jaques Prevert, In estate come in inverno)

venerdì 27 maggio 2011

Scelte


Secondo il vento, la vela.

(Proverbio di mare)

giovedì 26 maggio 2011

Odore marino


Questo odore marino
che mi rammenta tanto
i tuoi capelli, al primo
chiareggiato mattino.
Negli occhi ho il sole fresco
del primo mattino. Il sale
del mare...
Insieme
come fumo d'un vino,
ci inebriava, questo
odore marino.
Sul petto ho ancora il sale
d'ostrica
del primo mattino.

(Giorgio Caproni, Quest'odore marino)

martedì 24 maggio 2011

La voce del cuore


Dalla bianca e lucente scogliera
ogni sera di te parlo al mare
e tu al mare confidi ogni sera
i pensieri d'amore per me
il mare
e' la voce del mio cuore
e' la voce del tuo cuor
che ci unisce ancora
i miei baci a te, i tuoi baci a me
ce li porta il mare
....

(Il Mare, Canzone)

lunedì 23 maggio 2011

Distese azzurre


....
Come puo' uno scoglio
arginare il mare?
Anche se non voglio,
torno gia' a volare...
Le distese azzurre
e le verdi terre,
le discese ardite
e le risalite,
su nel cielo aperto,
e poi giu' il deserto,
e poi ancora in alto
con un grande salto.
....

(Lucio Battisti, Io vorrei.. non vorrei..ma, se vuoi)

sabato 21 maggio 2011

Solitudini aperte


A volte dobbiamo fuggire
nelle solitudini aperte,
nell'assenza di scopi,
nel correre puri rischi,
per affilare la lama della vita,
per saggiare le difficolta'
ed essere costretti
a sforzarci disperatamente,
vada come vada.

(George Santayana, Scritti)

venerdì 20 maggio 2011

Crudelta'




Il mare - e' una verita' da confessare - non conosce generosita'. Nessuno sfoggio di qualita' virili - coraggio, ardimento, saldezza, lealta' - , a quanto si sa, ha mai scalfito la sua irresponsabile consapevolezza del potere. L'oceano ha la bizzosita' inconsapevole di un despota selvaggio guastato da una buona dose di adulazione. Non sopporta la minima parvenza di sfida, ed e' rimasto nemico inconciliabile delle navi e degli uomini sin da quando navi e uomini hanno avuto l'inaudita audacia di navigare insieme a dispetto del suo corruccio. Da quel lontano giorno ha continuato ad inghiottire flotte e uomini, senza che il suo risentimento venisse saziato dal numero delle vittime - da tante navi naufragate e da tante vite distrutte. Al giono d'oggi, come sempre, e' pronto ad ingannare e tradire, a schiantare e ad affogare l'incorreggibile ottimismo di uomini che, spalleggiati dalla fedelta' delle navi, tentano di strappargli la fortuna della loro casa, il dominio del loro mondo, o soltanto un'elemosina di cibo per la loro fame. Se non sempre cede alla furia di distruzione, e' sempre subdolamente pronto a far annegare. Il portento piu' sorprendente del profondo mare e' la sua insondabile crudelta'.


(Joseph Conrad, Scritti)

giovedì 19 maggio 2011

Mari in tempesta



Le tempeste dei Mari del Sud sono una delle grandi rappresentazioni della natura. Nessuno e' spettatore quando le vive e l'uragano diventa uno specchio magico che riflette dal fondo dell'oceano le paure e le sfide che portiamo dentro. Le onde precipitano dall'orizzonte col verde desiderio di scardinare ogni certezza. Al di sopra un muggito opaco annuncia il ritorno alle convulsioni delle origini. Il modo piu' adatto per attraversarle e' abbandonarsi con destrezza di fuscelli alla ballata. Il sole talvolta appare tra squarci di cielo e allora l'orrore cresce. Quando i colori scompaiono in una scala di grigi in cima a cui sta la pece, gli occhi si posano oltre il limite che il nostro sguardo e' abituato a contemplare per sentirsi individuo in un panorama. Non siamo piu' noi, e anche se cio' e' anacronistico, la conseguenza prima e' l'impotenza e la sconda, a volte, una feroce allegria.


(Stanislao Nievo, Le isole del paradiso)

mercoledì 18 maggio 2011

Sapore di mare


Sapore di sale, sapore di mare
che hai sulla pelle, che hai sulle labbra
quando esci dall'acqua e ti vieni a sdraiare
vicino a me, vicino a me.
Sapore di sale, sapore di mare
un gusto un po' amaro di cose perdute
di cose lasciate lontano da noi
dove il mondo e' diverso, diverso da qui.
Il tempo e' nei giorni che passano pigri
e lasciano in bocca il gusto del sale
ti butti nell'acqua e mi lasci a guardarti
e rimango da solo nella sabbia e nel sol.
Poi torni vicino e ti lasci cadere
cosi' nella sabbia e nelle mie braccia
e mentre ti bacio sapore di sale
sapore di mare, sapore di te.

(Gino Paoli, Sapore di sale)

martedì 17 maggio 2011

Sail with and against the wind


I find that the great thing in this world is not so much where we stand as in what direction we are moving:to reach the port of heaven, we must sail sometimes with the wind and sometimes against it. But we must sail, and not drift, nor lie at anchor.

(Oliver Wendell Holmes, Detti)

domenica 15 maggio 2011

Fragili vascelli


Navigammo su fragili vascelli
per affrontar del mondo la burrasca
ed avevamo gli occhi troppo belli:
che la pieta' non vi rimanga in tasca.
....

(Fabrizio De Andre', Recitativo)

sabato 14 maggio 2011

Languore


C'e' sul mare, un fenomeno selvaggio che potrebbe essere chiamato l'arrivo dei venti del largo. In ogni stagione, specialmente all'epoca delle congiunzioni lunari, nel momento in cui ci sarebbe meno da aspettarselo, il mare e' repentinamente preso da una strana tranquillita'. Quel prodigioso moto perpetuo si calma: c'e' una specie di assopimento; il mare cade in languore; sembra che stia per prendere riposo; lo si potrebbe credere stanco. Intanto la serenita' del cielo e dell'oceano perdura. La cupa visione del possibile latente e' impedita all'uomo dalla fatale opacita' delle cose. La piu' temibile e la piu' perfida tra tutte le apparenze e' la maschera dell'abisso. Sui volti dei vecchi marinai si accentua un'espressione di severita' provocata dall'intima collera dell'attesa. A un tratto si ode un gran mormorio confuso. C'e' nell'aria una specie di dialogo misterioso. C'e' qualcuno dietro l'orizzonte. Qualcuno che e' terribile: il vento. Il vento, cioe' quel popolo di Titani che chiamiamo Soffi. Da dove vengono? Dall'incommensurabile. Alla loro ampiezza e' necessario il diametro dell'abisso. Le loro ali smisurate hanno bisogno dell'indefinita distesa delle solitudini. La cosa spaventevole e' che essi giocano. Hanno una colossale gioia composta di tenebre. Manipolano, quasi avessero milioni di mani, la cedevolezza dell'acqua immensa. L'acqua e' cedevole perche' e' incomprimibile. Scivola sotto lo sforzo. Compressa da un lato sfugge dall'altro. E' cosi' che diventa flutto. L'onda e' la sua liberta'.


(Victor Hugo, Il lavoratori del mare)

mercoledì 11 maggio 2011

Finisce qui



Il viaggio finisce qui:
nelle cure meschine che dividono
l'anima che non sa piu' dare un grido.
Ora i minuti sono eguali e fissi
come i giri di ruota della pompa.
Un giro: un salir d'acqua che rimbomba.
Un altro, altr'acqua, a tratti un cigolio.
Il viaggio finisce a questa spiaggia
che tentano gli assidui e lenti flussi.
Nulla disvela se non pigri fumi
la marina che tramano di conche
i soffi leni: ed e' raro che appaia
nella bonaccia muta
tra l'isole dell'aria migrabonde
la Corsica dorsuta o la Capraia.
Tu chiedi se cosi' tutto vanisce
in questa poca nebbia di memorie;
se nell'ora che torpe o nel sospiro
del frangente si compie ogni destino.
Vorrei dirti che no, che ti s'appressa
l'ora che passerai di la' dal tempo;
forse solo chi vuole s'infinita,
e questo tu potrai, chissa', io no.
Penso che per i piu' non sia salvezza,
ma taluno sovverta ogni disegno,
passi il varco, qual volle si ritrovi.
Vorrei prima di cedere segnarti
codesta via di fuga
labile come nei sommossi campi
del mare spuma o ruga.
Ti dono anche l'avara mia speranza.
A' nuovi giorni, stanco, non so crescerla:
l'offro in pegno al tuo fato, che ti scampi.
Il cammino finisce a queste prode
che rode la marea col moto alterno.
Il tuo cuore vicino che non m'ode
salpa gia' forse per l'eterno.

(Eugenio Montale, La casa sul mare)

lunedì 9 maggio 2011

Elemento regale




Che personaggio il vento per la gente di mare! Se ne parla come di un uomo, di un sovrano onnipotente, ora terribile, ora benevolo. E' di lui che si parla di piu' tutti i giorni, e' a lui che si pensa di piu' sia di giorno che di notte. Voi non lo conoscete affatto, voi gente di terra! Noialtri lo conosciamo meglio di nostro padre o di nostra madre: invisibile, terribile, capriccioso, infido, traditore, spietato. Noi l'amiamo e lo temiamo, conosciamo i suoi tranelli e le sue collere che i segni del cielo e del mare ci insegnano lentamente a prevedere. Ci costringe a pensare a lui ogni minuto, ogni secondo, perche' la lotta tra lui e noi non ha mai tregua. Tutto il nostro essere e' all'erta per questa battaglia: l'occhio che cerca di sorprendere inafferrabili apparenze, la pelle che riceve la sua carezza o il suo schiaffo, la mente che ne riconosce l'umore, ne prevede l'instabilita', giudica se e' calmo o capriccioso. Nessun nemico, nessuna donna ci da', tanto quanto lui, la sensazione della lotta, ci obbliga a tanta previdenza, perche' e' lui il padrone del mare, che ci puo' evitare, sfruttare o fuggire, ma che non si puo' domare mai. E nell'anima del marinaio regna, come nei credenti l'idea di un Dio irascibile e terribile, il timore misterioso, religioso, infinito del vento e il rispetto della sua potenza.


(Guy de Maupassant, Sull'acqua)

domenica 8 maggio 2011

Io so che ti amero'


....
io restero' solo
come veliero nei porti silenziosi
ma ti possiedero' piu' di chiunque
perche' potro' partire..
e tu ti lamenti del mare del vento
del cielo degli uccelli delle stelle
saranno la tua voce presente
la tua voce assente
la tua voce rasserenata..
....

(Vinicius de Moraes, Io so che ti amero')

sabato 7 maggio 2011

Lungo costa



Nella mia giovinezza ho navigato
lungo le coste dalmate. Isolotti
a fior d'onda emergevano, ove raro
un uccello sostava, scivolosi al sole
belli come smeraldi. Quando l'alta
marea e la notte li annullava, vele
sottovento sbandavano piu' al largo,
per fuggirne l'insidia. Oggi il mio regno
e' quella terra di nessuno. Il porto
accende ad altri i suoi lumi; ma al largo
sospinge ancora il non domato spirito,
e della vita il doloroso amore.

(Umberto Saba, Poesie)

giovedì 5 maggio 2011

Sailing



Well, it's not far down to paradise
At least it's not for me
And if the wind is right you can sail away
Find tranquility
Oh, the canavas can do miracles
Just you wait and see
Be with me.
It's not far to never never land
No reason to pretend
And if the wind is right you can find the joy
Of innocence again
Oh, the canavas can do miracles
Just you wait and see
Be with me.
Sailing
Takes me away
To where I've always heard it could be
Just a dream and the wind to carry me
And soon I will be free.
Fantasy
It gets the best of me
When I'm sailing
All caught up in the reverie
Every word is a symphony
Won't you belive me.
Well, it's not far back to sanity
At least it's not for me
And when the wind is right you can sail away
Find serenity
Oh, the canavas can do miracles
Just you wait and see
Then you'll belive me.

(Christopher Cross, Sailing)

mercoledì 4 maggio 2011

Ballata marina



Questa e' la ballata di chi si e' preso il mare
che lapide non abbia, ne' ossa sulla sabbia
ne' polvere ritorni, ma bruci sui pennoni
nei fuochi sacri, nei fuochi alati
della Santissima dei naufragati.

(Vinicio Capossela, Ballata)

martedì 3 maggio 2011

Orme



Nella mia solitudine della notte
le orme
mi seguono passo passo.
Il pensiero
nel silenzio piu' profondo
interrotto
dal fruscio incessante delle onde del mare
ad accompagnar i miei passi.
Un ombra
la luna proietta nel mare
che quasi a festa ondeggia
nel veder le mie orme
solcate sulla nuda sabbia
di una notte d'estate.
Le stelle
quasi a tenermi compagnia
mi sfrecciano accanto
in questa notte di magica solitudine
dove il pensiero diventa sogno.
Quante orme sulla sabbia
in questa magica notte
rivedo al primo raggio di sole
che mi riporta alla realta', lasciando
solo il pensiero di questo ondeggiar del mare
che un gabbiano coglie...
quasi a rubar dalla mia mente
per portarlo chissa' dove.
Lui sa dove portar quel mio pensiero
di questa magica notte.

(Marco Spyry, Pensiero)

lunedì 2 maggio 2011

Ricordi



I ricordi, un'inutile infinito
ma soli e uniti contro il mare, intatto
in mezzo a rantoli infiniti..
Il mare,
voce d'una grandezza libera,
ma innocenza nemica nei ricordi,
rapido a cancellare le orme dolci
d'un pensiero fedele..
Il mare, le sue blandizie accidiose
quanto feroci e quanto, quanto attese,
e alla loro agonia,
presente sempre, rinnovata sempre,
nel vigile pensiero l'agonia..
I ricordi,
il riversarsi vano
di sabbia che si muove
senza pesare sulla sabbia,
echi brevi protratti,
senza voce echi degli addii
a minuti che parvero felici.

(Giuseppe Ungaretti, Poesie)

giovedì 21 aprile 2011

Altruismo



Quello che facciamo
e' soltanto una goccia nell'oceano,
ma se non ci fosse quella goccia
all'oceano mancherebbe.

(Madre Teresa di Calcutta, Citazioni)

mercoledì 20 aprile 2011

La Mer



La mer
Qu'on voit danser le long des golfes claires
A des reflets d'argent
La mer
Des reflets changeants
Sous la pluie
La mer
Au ciel d'ete' confond
Ses blancs moutons
Avec les anges si purs
La mer bergere d'azur
Infinie
Voyez
Pres des etangs
Ces grands roseaux mouilles
Voyez
Ces oiseaux blancs
Et ces maisons rouillees
La mer
Les a berces
Le long des golfes claires
Et une chanson d'amour
La mer
A berce' mon coeur pour la vie

(Charles Trenet, La mer)

martedì 19 aprile 2011

Finestra sul mare



M'affaccio alla finestra, e vedo il mare:
vanno le stelle, tremolano l'onde.
Vedo stelle passare, onde passare:
un guizzo chiama, un palpito risponde.
Ecco sospira l'acqua, alita il vento:
sul mare e' apparso un bel ponte d'argento.
Ponte gettato sui laghi sereni,
per chi dunque sei fatto e dove meni?

(Giovanni Pascoli, Poesie)

lunedì 18 aprile 2011

Scoglio

 
Attendi a lungo il mio arrivar da te
attendi i miei dubbi, i miei perche'
mentre le onde ti bagnan la cresta
in silenzio attendi -
ascolti, per poi offrirti a chi siedera'
ascolti con gioia, il ticchettio dei miei passi
ora lesti - ora sconnessi
per poi mostrar - il tuo sorriso stampato,
creato nel tempo dal vento - dal mare in tempesta
per ascoltar tutto in te stesso con ansia,
come se i passi non finissero mai siedo,
posando il mio peso su di te
le sofferenze - le gioie - l'amore - i pensieri.
In silenzio rispondi - al mio cuore
mentre le onde del mare intonano al vento
melodie profonde, diffuse nell'anima
che noi due cogliamo in silenzio
dando quel senso di serenita' e di pace.
Oh scoglio, a cui mai un nome ho dato
non farti sommerger dall'acqua
non farti spazzar dal vento
non saprei ad altri donar i miei pensieri
non saprei ritrovar me stesso.
Odi... anche tu quella voce lontana?
che cerca invano - che cerca Dio
che cerca risposte che non ha
cerca speranza, conforto - cerca la forza.
Oh scoglio, fa si' che cessi il vento
fa si' che la mia voce non vada nel buio
dove non potrei mai piu' ritrovar.
Oh scoglio, solo tu sai dare in silenzio
orsu' dimmi, chi e', cos'e' quella voce
che sento bruciar tutt'intorno
che sento come fuoco scaldarmi la mente
come pura energia dentro di me?
e'... l'amore acceso da Dio, nel cuore.

(Marco Syry, Scoglio)

sabato 16 aprile 2011

Sensi rapiti



Arancione, oro e verde scintillavano sul mare... l'acqua brillava di fuochi ultraterreni, il silenzio incorniciava quella magica visione, un silenzio che dava agli uomini l'idea d'esser sordi, i sensi rapiti da quello scenario meraviglioso...

(Wilbur Smith, Scritti)

venerdì 15 aprile 2011

Reti tristi



Getta le tue reti
buona pesca ci sara'
e canta le tue canzoni
che burrasca calmera'
pensa pensa al tuo bambino
al saluto che ti mando'
e tua moglie sveglia di buon mattino
con Dio di te parlo'
con Dio di te parlo'.
Dimmi dimmi mio Signore
dimmi che tornera'
l'uomo mio difendi dal mare
dai pericoli che trovera'
troppo giovane son io
ed il nero e' un triste colore
la mia pelle bianca e profumata
ha bisogno di carezze ancora
ha bisogno di carezze ora.
Pesca forza tira pescatore
pesca e non ti fermare
poco pesce nella rete
lunghi giorni in mezzo al mare
mare che non ti ha mai dato tanto
mare che fa bestemmiare
quando la sua furia diventa grande
e la sua onda e' un gigante
la sua onda e' un gigante.
Dimmi dimmi mio Signore
dimmi se tornera'
quell'uomo che sento meno mio
ed un'altro mi sorride gia'
scaccialo dalla mia mente
non indurmi nel peccato
un brivido sento quando mi guarda
e una rosa egli mi ha dato
una rosa lui mi ha dato.
Rosa rossa pegno d'amore
rosa rossa malaspina
nel silenzio della notte ora
la mia bocca gli e' vicina
no per Dio non farlo tornare
dillo tu al mare
e' troppo forte questa catena
io non la voglio spezzare
io non la voglio spezzare.
Pesca forza tira pescatore
pesca non ti fermare
anche quando l'onda ti solleva forte
e ti toglie dal tuo pensare
e ti spazza via come foglia al vento
che vien voglia di lasciarsi andare
piu' leggero nel suo abbraccio forte
ma e' cosi' cattiva poi la morte
e' cosi' cattiva poi la morte.
Dimmi dimmi mio Signore
dimmi che tornera'
quell'uomo che sento l'uomo mio
quell'uomo che non sapra'
che non sapra' di me
di lui e delle sue promesse vane
di una rosa rossa qui tra le mie dita
di una storia nata gia' finita.
Pesca forza tira pescatore
pesca non ti fermare
poco pesce nella rete
lunghi giorni in mezzo al mare
mare che non ti ha mai dato tanto
mare che fa bestemmiare
e si placa e tace senza resa
e ti aspetta per ricominciare
e ti aspetta per ricominciare.

(Pierangelo Bertoli, Pescatore)

mercoledì 13 aprile 2011

Pensieri fluttuanti



E rimango seduta ad ascoltare il mare
narratore di saggezza e di poesie da ricordare;
preghiere mute, le mie, parole assenti
sillabe assopite nei moti ondosi lenti;
ma il mare legge il mio silenzio e lo traduce
come farebbe Dio, quando non serve la voce;
dal pozzo della vita attingo ancora nubi nere,
mi faranno compagnia in malinconiche sere.
...
E scava il mare in questo cumulo di sabbia
sotto ai miei piedi, quasi con rabbia
come le lacrime nei miei occhi hanno scavato
lasciando soltanto terreno ghiacciato;
mi offre, il mare, una tela,
devo disegnare
le pagine di una vita e le devo colorare;
ma ogni traccia di matita, nero su bianco,
svanisce di colpo su un quadro ormai stanco;
straccio la tela, ne tengo un pezzetto
le do nuova forma, la piego di getto;
una barca diventa, una barca nel mare
li' dentro il mio cuore potra' navigare.

(Sabrina Zanni, Mare e sabbia)

martedì 12 aprile 2011

Di mare e di terra



Di mare e di terra
e' impastata questa anima mia leggera,
quando emula la levita' dei fiocchi,
il volteggiare di un petalo
che danza staccandosi dal fiore,
a primavera.
Del mare ardisco mi somigli l'onda
quando spumosa si erge
dall'immensa massa d'acqua,
corona di bolle leggere
ad adornare la fronte ed i pensieri.
Mare mi scorre, nelle vetuste vene
avvezze all'incessante sfogliare dei calendari
che sedimentano rughe sulla fronte,
e riflessi cinerini sui capelli.
Terra rossa di fertili vigneti
mi avviluppa alla Vita,
come vitigno appassionato
che di catene vegetali
mi trattiene ancora
in questo presepe di case
che s'imbelletta il volto di calcina.
Di terra e di mare
i miei occhi sono colmi,
e non v'e' altro per me
se non il loro abbraccio stretto
a farmi percepire l'afflato con l'Immenso
tutt'intorno.

(Anna Marinelli, Di terra e di mare)

venerdì 8 aprile 2011

... in questo mare



Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
De l'ultimo orizzonte lo sguardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminato
Spazio di la' da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo, ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e 'l suon di lei. Cosi' tra questa
Infinita' s'annega il pensier mio
E'l naufragar me dolce in questo mare.

(Giacomo Leopardi, L'infinito)