CRONACA, LETTERARIA E NON, DELL'ANDAR PER MARE







lunedì 27 settembre 2010

Come le onde del mare


Ma certe nostre sere hanno un colore
che non sapresti dire
sospese fra l'azzurro e l'amaranto
e vibrano di un ritmo lento, lento
ma noi che le stiamo ad aspettare
noi le sappiamo prigioniere
come le onde del mare
come le stelle del mare.
Si muovono e c'incantano le ore
di certe nostre sere
e sanno di partenza, di tramonto
e di sorvolare lento, lento
ma noi che le sappiamo prigioniere
non le possiamo liberare
come le onde dal mare
come le stelle dal mare.
(Gianmaria Testa, Come le onde del mare)

sabato 25 settembre 2010

Maia


La barca si chiama Maia, e' piccola, tre metri, quanto basta per spingersi al largo con la vela bianca - il velo di Maia, il barbaglio accecante che in certi meriggi trema nell'aria e sull'acqua e' l'ultimo velo che nasconde il puro presente delle cose, forse e' gia' quel puro presente. La vela che scivola sul mare s'infila in una fessura dell'orizzonte e cade in un azzurro lattiginoso senza sponde, le estati si dilatano e si rapprendono, il tempo s'arrotonda come un vetro nell'acqua.
(Claudio Magris, Un'altro mare)

giovedì 23 settembre 2010

Mediterraneo


Antico, sono ubriacato dalla tua voce
che esce dalle tue bocche quando si schiudono
come verdi campane e si ributtano
indietro e si disciolgono.
La casa delle mie estati lontane,
t'era accanto, lo sai,
la' nel paese dove il sole cuoce
e annuvolano l'aria le zanzare.
Come allora oggi in tua presenza impietro,
mare, ma non piu' degno
mi credo del solenne ammonimento
del tuo respiro. Tu m'hai detto primo
che il piccino fermento
del mio cuore non era che un momento
del tuo; che mi era in fondo
la tua legge rischiosa: esser vasto e diverso
e insieme fisso;
e svuotarmi cosi' d'ogni lordura
come tu fai che sbatti sulle sponde
tra sugheri alghe asterie
le inutili macerie del tuo abisso.
(Eugenio Montale, Ossi di seppia)

mercoledì 22 settembre 2010

Un giorno...


Il mare! Dio, ma cosa ti viene in mente! Magari t'immagini un gran veliero grigio in mezzo al mare, con la tempesta che gli soffia addosso impetuosa...
Bah, queste erano efferatezze antiche, ai tempi eroici della pietra pomice; vedi, e' roba passata. Ma il mare e' sempre il mare. L'umanita' dissemina sempre piu' lontano, piu' lontano, le proprie orme d'esule. C'e' sempre una via per una strana terra, ad una magica terra di fiaba, ove dopo le tempeste dell'oceano, ci sara' per noi premio straordinario e sovrumano.
(Malcom Lowry, Ultramarina)

domenica 19 settembre 2010

Via con me



Via, via, vieni via di qui,
niente piu' ti lega a questi luoghi,
neanche questi fiori azzurri...
via, via, neanche questo tempo grigio
pieno di musiche e di uomini che ti son piaciuti,

it's wonderful, it' wonderful, it's wonderful,
good luck my baby, it's wonderful,
it's wonderful, it's wonderful, I dream of you...
chips, chips, du-du-du-du-du.

Via, via, vieni via con me,
entra in questo amore buio, non perderti per niente al mondo...
via, via, non perderti per niente al mondo
lo spettacolo di arte varia di uno innamorato di te,

it's wonderful, it's wonderful, it's wonderful,
good luck my baby, it's wonderful,
it's wonderful, it's wonderful, I dream of you...
chips, chips, du-du-du-du-du.

Via, via, vieni via con me,
entra in questo amore buio pieno di uomini
via, via, entra e fatti un bagno caldo,
c'e' un accappatoio azzurro, fuori piove un mondo freddo,

it's wonderful, it's wonderful....

(Paolo Conte, Via con me)

Riverbero


La barca inclinata filava da sola, il viso sfiorava il mare come un pesce che salta a pelo d'acqua, lui era disteso a faccia in giu' ma Paula supina sporgeva indietro la testa, i capelli vicinissimi al suo viso, scuri, neri nel vento. Il blu tremava dietro quei capelli neri e piu' indietro ancora la striscia di terra rossa, il verde tenero e cupo di pini e cipressi; il ventre di un gabbiano splendeva avorio verde mentre piombava a rasentare l'acqua, un ulivo divaricava al cielo un sesso violento e innocente, ma la barca aveva gia' doppiato la punta e appariva il faro bianco. L'odore dell'ulivo era gia' perso sul mare, la barca scivolava leggera e senza meta sospesa nel meriggio, spariva nel suo riverbero.
(Claudio Magris, Un'altro mare)

sabato 18 settembre 2010

Lealta'


La terra e' limitata per il pescatore, mentre nell'ombra, quando non c'e' luna, il fiume e' senza limiti. Un marinaio non prova la stessa sensazione per il mare. Il mare, e' vero, spesso e' duro e cattivo; ma allora grida, urla, e' leale, il gran mare; mentre il fiume e' silenzioso e perfido. Non brontola neppure, scorre sempre senza rumore, e questo moto eterno dell'acqua che scorre e' piu' spaventoso per me delle alte onde dell'oceano.

(Guy de Maupassant, Sull'acqua)

venerdì 17 settembre 2010

Sassi


Sassi che il mare ha consumato
sono le mie parole d'amore per te
Io no t'ho saputo amare
non ti ho saputo dare quel che volevi da me
Ogni parola che ci diciamo e' stata
detta mille volte
Ogni attimo che noi viviamo e' stato
vissuto mille volte
Sassi che il mare ha consumato
sono le mie parole d'amore per te
Sassi che il mare ha consumato
sono le mie parole per te
Io non t'ho saputo amare
non ti ho saputo dare quel che volevi da me
Ogni parola che ci diciamo e' stata
detta mille volte
Ogni attimo che noi viviamo e' stato
vissuto mille volte
Sassi che il mare ha consumato
sono le mie parole d'amore per te
sono le mie parole d'amore per te
(Gino Paoli, Sassi)

giovedì 16 settembre 2010

Ballata dell'acqua marina


Sorride da lontano
il mare: denti
di spuma, labbra
di cielo.
- Fanciulla (seni al vento,
erti), che vendi, giovinetta fosca?
- Signore, io vendo acqua:
acqua di mare.
- E tu che porti, giovinetto bruno,
che porti, dì, mischiato nel tuo sangue?
- Signore, acqua vi porto:
acqua di mare.
- E le salse tue lacrime
che piangi, madre, da che fonte attingi?
- Signore, io piango acqua: acqua di mare.
- E da che nasce tanta
tua profonda tristezza, oggi, mio cuore?
- E' un'acqua tanto amara,
l'acqua di mare!
Sorride da lontano
il mare: denti
di spuma, labbra
di cielo.
(Federico Garcia Lorca, Poesie)

mercoledì 15 settembre 2010

Ombra


Oggi mi e' piuttosto difficile pensare che io o il mare siamo affamati di stelle.
(Jorge Luis Borges, Elogio dell'ombra)

lunedì 13 settembre 2010

Languore


Ve ne state lassù perduto nella distesa infinita del mare, e nulla è imbronciato tranne le onde. La nave rolla indolente come in un'estasi, gli alisei soffiano assonnati, ogni cosa vi scioglie in languore.
Quasi sempre, in questa vita di baleniere ai tropici, vi avvolge una sublime mancanza di avvenimenti.
(Hermann Melville, Moby Dick)

sabato 11 settembre 2010

Alba


All'alba sono sceso giù alle macchine
ho ascoltato un'ultima volta il respiro profondo
dei pistoni
appoggiato al fragile sostegno di nichel ho sentito
un'ultima volta quel sordo vibrare degli
alberi motori penetrare in me con il sentore
degli olii surriscaldati e il tepore del vapore
abbiamo bevuto ancora un bicchiere il capo macchinista
- quell'uomo tranquillo e triste che ha un cosi' bel
sorriso di fanciullo e non parla mai - ed io
quando stavo uscendo di là il sole sorgeva direttamente
dal mare e già scottava
il cielo malva era senza una nuvola
e siccome puntavamo su Santos la nostra scia descriveva
un grande arco scintillante sul mare immobile.
(Blaise Cendrars, Alba)

venerdì 10 settembre 2010

Confessione


Io qui ho tentato di mettere a nudo, con la franchezza di una confessione dell'ultima ora, i termini della mia relazione con il mare, che, iniziata misteriosamente, come ogni grande passione che gli dei mandano ai mortali, continuò invincibile e sorda alla ragione, sopravvivendo alla prova della disillusione, sfidando il disincanto che è in agguato ogni giorno, di una vita ardua; continuò colma della felictà e delle angosce d'amore, fronteggiandole con vigile esultanza, senza amarezza e senza recriminazioni, dalla prima ora all'ultima.
Soggiogato ma mai abbattuto, io abbandonai tutto me stesso a quella passione, che, varia e grande come la vita stessa, ebbe anche i suoi momenti di splendida serenità, come quelli che un amante volubile può a volte donare sul suo seno acquietato, pieno di inganni, pieno di furia, eppure capace di una fascinosa dolcezza.
(Joseph Conrad, Lo specchio del mare)

mercoledì 8 settembre 2010

L'essenza


Se uno fosse davvero capace, gli basterebbero poche parole... Magari inizierebbe da tante pagine ma poi, a poco a poco, troverebbe le parole giuste, quelle che dicono in una volta sola tutte le altre, e da mille pagine arriverebbe a cento, e poi a dieci, e poi le lascerebbe li', ad aspettare, finche' le parole di troppo scivolerebbero via dai fogli, e allora ci sarebbero solo da raccogliere quelle che restano, e stringerle in poche parole, dieci, cinque, cosi' poche che a furia di guardarle da vicino, e di ascoltarle, alla fine te ne resta in mano una, una sola. E se la dici, dici mare.
(Alessandro Baricco, Oceano mare)

martedì 7 settembre 2010

Saudade


La sera, all'imbrunire, filavo seduta al davanzale della mia finestra.
Era una finestra che dava sul mare, a volte c'era un'isola in lontananza ...
Spesso non filavo; guardavo il mare e dimenticavo di vivere.
Non so se ero felice.
Mai piu' tornero' ad essere cio' che forse non sono mai stata ...
Non avevo mai visto il mare prima d'ora. Li' da quella finestra, l'unica da cui si possa vedere il mare, lo si vede cosi' poco1 ... E' bello il mare degli altri paesi?
Solo il mare degli altri paesi e' bello. Il mare che vediamo ci da' sempre nostalgia di quello che non vedremo mai ...

(Fernando Pessoa, Il marinaio)

lunedì 6 settembre 2010

Metafore


Sulla spiaggia, abbandonata,
una barca - piena d'acqua
dove, bianco, si riflette
questo cielo di primo autunno.
(Akiko Yosano, Poesie)

domenica 5 settembre 2010

Acqua


Ho sempre aderito all'idea che Dio sia tempo, o almeno che lo sia il Suo spirito. Magari era un'idea mia, di mia fabbricazione, ma adesso non ricordo. In ogni caso ho sempre pensato che se lo spirito di Dio aleggiava sopra la faccia dell'acqua, l'acqua non poteva non rifletterlo. Da qui il mio debole per l'acqua, per le sue pieghe, rughe, increspature e - poichè sono un nordico - per il suo grigiore. Penso, molto semplicemente che l'acqua sia l'immagine del tempo, e la notte di capodanno, con un gusto un po' pagano, cerco sempre di trovarmi vicino all'acqua, possibilmente davanti ad un mare o a un oceano, per assistere all'affiorare di una nuova porzione, di un'altra tazza di tempo. Non cerco una sirenetta nuda a cavallo di una conchiglia; voglio vedere una nuvola o la cresta di un'onda che lambisce la riva a mezzanotte. Questo per me, e' tempo che esce dall'acqua, e quando fisso il lungo pizzo che depone sulla spiaggia non lo guardo con la curiosità di una zingara sapiente ma con tenerezza e gratitudine.
(Iosif Brodskij, Fondamenta degli incubi)

domenica 15 agosto 2010

Sognatori

Quando nessuno lo guarda
il mare non e' piu' il mare
e' cio' che noi siamo
quando nessuno ci vede.
Altri pesci ha
e anche altre onde.
E' il mare per il mare
e per quelli che lo sognano
come faccio io qui.
(Jules Supervieille, La fable du monde)

sabato 24 luglio 2010

Appunti


Questi momenti di evasione non devono essere disprezzati. Capitano cosi' di rado. Tahiti diventa possibile. Sporgendomi da questo parapetto abbraccio con lo sguardo una distesa di acque. Affiora la pinna di un pesce. Questa spoglia impressione visiva non ha legame con nessuna linea di ragione, salta su come potrebbe capitar di vedere la pinna di un marsovino all'orizzonte. Spesso le impressioni visive comunicano cosi' brevemente certe dichiarazioni che nel tempo avvenire saranno da noi scoperte e suadentemente tradotte in parole.
Io, che prendo eternamente appunti in margine al mio spirito per qualche affermazione definitiva, scrivo questa nota, in attesa di qualche sera invernale.
(Virginia Woolf, Le onde)

venerdì 23 luglio 2010

Come e' profondo il mare


Siamo noi
Siamo in tanti
Ci nascondiamo di notte
Per paura degli automobilisti
Degli inotipisti
Siamo i gatti neri
Siamo i pessimisti
Siamo i cattivi pensieri
E non abbiamo da mangiare
Com'e' profondo il mare
Com'e' profondo il mare
Babbo che eri un gran cacciatore
Di quaglie e di faggiani
Caccia via queste mosche
Che non mi fanno dormire
Che mi fanno arrabbiare
Com'e' profondo il mare
Com'e' profondo il mare
E' inutile
Non c'e' piu' lavoro
Non c'e' piu' decoro
Dio o chi per lui
Sta cercando di dividerci
Di farci del male
Di farci annegare
Com'e' profondo il mare
Com'e' profondo il mare
Con la forza di un ricatto
L'uomo divento' qualcuno
Resuscito' anche i morti
Spalanco' prigioni
Blocco' sei treni
Con relativi vagoni
Innalzo' per un attimo il povero
Ad un ruolo difficile da mantenere
Poi lo lascio' cadere
A piangere e a urlare
Solo in mezzo al mare
Com'e' profondo il mare
Poi da solo l'urlo
Divento' un tamburo
E il povero come un lampo
Nel cielo sicuro
Comincio' una guerra
Per conquistare
Quello scherzo di terra
Che il suo grande cuore
Doveva coltivare
Com'e' profondo il mare
Com'e' profondo il mare
Ma la terra
Gli fu portata via
Compresa quella rimasta addosso
Fu scaraventato
In un palazzo in un fosso
Non ricordo bene
Poi una storia di catene
Bastonate
E chirurgia sperimentale
Com'e' profondo il mare
Com'e' profondo il mare
Intanto un mistico
Forse un'aviatore
Invento' la commozione
E rimise d'accordo tutti
I belli con i brutti
Con qualche danno per i brutti
Che si videro consegnare
Un pezzo di specchio
Cosi' da potersi guardare
Com'e' profondo il mare
Com'e' profondo il mare
Frattanto i pesci
Dai quali discendiamo tutti
Assistettero curiosi
Al dramma collettivo
Di questo mondo
Che a loro indubbiamente
Doveva sembrar cattivo
E cominciarono a pensare
Nel loro grande mare
Com'e' profondo il mare
Nel loro grande mare
Com'e' profondo il mare
E' chiaro
Che il pensiero da fastidio
Anche se chi pensa
E' muto come un pesce
Anzi un pesce
E come pesce e' difficile da bloccare
Perche' lo protegge il mare
Com'e' profondo il mare
Certo
Chi comanda
Non e' disposto a fare distinzioni poetiche
Il pensiero come l'oceano
Non lo puoi bloccare
Non lo puoi recintare
Cosi' stanno bruciando il mare
Cosi' stanno uccidendo il mare
Cosi' stanno umiliando il mare
Cosi' stanno piegando il mare
(Lucio Dalla, Come e' profondo il mare)

giovedì 22 luglio 2010

La voce interiore


Ad Anders e Agathe sembrava che un frastuono si fosse staccato da loro e volato via.
Quando erano svegli vedevano fra i lembi scostati il gioco amabile della vita, il mare d'un azzurro bronzeo, e le vele colorate delle barche che entravano e uscivano dal porto si gonfiavano come le penne calde dei grandi uccelli esotici.
Di quel mondo nuovo non capivano niente, e tutto era come le parole di una poesia.
Come nomadi, in apparenza. In verita' spinti dall'inquietudine di trovare un luogo degno di viverci e di morirci.
Molte cose erano belle, lusingavano, trattenevano. Ma in nessun posto la voce interiore diceva: siamo giunti.
Il sovrumano e' bene l'ampiezza dello slancio nella linea dei contorni; quel largo gesto sicuro, abbracciante? Oppure soltanto l'immenso deserto del colore turchino cupo, estraneo alla vita?
Il mare in estate e l'alta montagna in autunno sono le due grandi prove dell'anima. Nel loro silenzio v'e' una musica piu' alta d'ogni altra musica terrena; v'e' un tormento delizioso nell'impossibilita' di seguirla, di allargare il ritmo dei gesti e delle parole fino a che s'inseriscano nel suo; gli uomini non possono mettersi al passo col respiro degli dei.
La grande prova era sempre il nuovo mare.
(Robert Musil, L'uomo senza qualita' - Il viaggio in paradiso)

mercoledì 21 luglio 2010

Emozioni sul mare


Quando penso al mare, tutti i giorni e piu' volte, quasi mai penso ad un preciso mare. E' come se attingessi senza un'espressa volonta', nel ricordo degli innumerevoli mari che indistintamente sono impressi in me come indelebili tatuaggi. Ho un tatuaggio azzurro che affiora in superficie ogni volta che il perimetro di una giornata si spezza all'improvviso e cerca un varco, un punto di fuga lontano.
Non e' solo l'avere in memoria la luce dei Mari del Sud, la linea curva dell'oceano, l'iridiscenza del mare di Sardegna o il diafano celeste di una laguna equatoriale; non rincorro solo sogni impossibili e lontani. Per essere altrove, mi basta uno scorcio di mare oltre la strada, un riverbero di sole che freme sull'acqua a mezzogiorno. Mi bastano addirittura una stanza dipinta d'azzurro e, indosso, una camicia blu. Forte della mia confidente frequentazione col mare posso persino farne a meno, e, in mancanza della sua viva voce, fare appello ai suoi muti e nascosti richiami.
Non vivo sul mare. Ma sono sul mare tutte le volte che percorro una strada e vado sopra pensiero; sono sul mare quando nella grigia citta' cammino con piede marino; sono sul mare quando stacco gli occhi da terra e cerco lontano l'orizzonte del cielo. Sono sul mare e, dunque, sono. Sul mare, sulla sua onda di pensieri voglio dire, sento qual'e' la mia dimensione nelle lunghezze del mondo; so qual'e' la mia parte, il mio posto. Non parlo di un posto geografico ne' di uno status sociale: parlo di un luogo mentale, di un luogo che vive in un atlante scomparso.
La prima volta che andai sull'oceano a rincorrere un sogno di albe rosse e alisei, un mattino dimenticai il giorno, e sulla scia che lasciavo alle spalle persi anche spazi e distanze: quel mare, quel giorno, sarebbe potuto durare per sempre. Ore senza giorni, giorni senza mese e mesi senza tempo. "Tutta qui l'avventura?" Mi hanno chiesto. Si, era qui l'avventura, l'emozione che volevo provare: guardare negli occhi l'anno zero del mondo, il vuoto piu' vuoto e l'azzurro piu' azzurro.
Nel solitario cuore di un oceano non sono delfini, spinnaker o balene a portarti alle stelle. In quel niente inquietante, e in quel tutto di niente, in quel vuoto di nomi, di forme e parole, anche il pensiero ricalca i contorni essenziali del mare.
Laggiu', dove il blu ti circonda e ti avvolge, a distanza stellare dal normale, dal compiuto e dall'utile, ti stordisce il silenzio, ti rapisce lo spazio, ti entra dentro una luce, ti accarezza una stella. Voglio dire che la' l'universo si fa piu' vicino, si affianca, e ti sfiora. Il pensiero diveta aliseo, l'emozione e' increspata da un'onda, il piacere e' forgiato dal sole.
Ma poi, sulla terra cosa resta del mare? Di quelle giornate dissolte nel blu tieni stretto un ricordo per i giorni d'inverno. Di quelle mattine a cavallo sul mare rimane negli occhi una luce vibrante e uno sguardo perduto. Non c'e' una risposta al mistero del mare; non c'e' compimento e non c'e' soluzione. Le voci del mare non sono proclami. Sono solo risposte che si fanno domande, sono parole che si fanno colori, sono colori che si fanno tensioni.
Rimane soltanto la voglia di quel sogno infinito, un idioma irrisolto. Poiche' il mare, come scrive Melville, e' "l'innafferrabile fantasma della vita", topos dei desideri e della nostalgia e custode fedele di tutto cio' che non si puo' spiegare, ma non si puo' tacere.
(Valeria Serra, Le parole del mare)

martedì 20 luglio 2010

L'Eternita'



E' ritrovata.

- Che? - L'Eternita'.

E' il mare mescolato al sole.

(Arthur Rimbaud, Poesie)

lunedì 19 luglio 2010

Meraviglioso


Meraviglioso
ma come non ti accorgi
di quanto il mondo sia
meraviglioso.
Meraviglioso
perfino il tuo dolore
potra' guarire poi
meraviglioso.
Ma guarda intorno a te
che doni ti hanno fatto:
ti hanno inventato
il mare!
Tu dici non ho niente
Ti sembra niente il sole?
La vita
l'amore.
Meraviglioso
il bene di una donna
che ama solo te
meraviglioso.
La luce di un mattino
l'abbraccio di un amico
il viso di un bambino
meraviglioso
meraviglioso...
Ma guarda intorno a te
che doni ti hanno fatto:
ti hanno inventato
il mare!
(Domenico Modugno, Meraviglioso)

venerdì 16 luglio 2010

Canzone della bambina portoghese



E poi e poi, gente viene qui e ti dice di sapere gia' ogni legge delle cose.
E tutti, sai, vantano un orgoglio cieco di verita' fatte di formule vuote...
E tutti, sai, ti san dire come fare,
quali leggi rispettare, quali regole osservare, qual'e' il vero vero...
E poi e poi, tutti chiusi in tante celle fanno a chi parla piu' forte
per non dir che stelle e morte fan paura...
Al caldo del sole, al mare scendeva la bambina portoghese,
non c'eran parole, rumori soltanto come voci sorprese,
il mare soltanto e il suo primo bikini amaranto,
le cose piu' belle e la gioia del caldo alla pelle...
Gli amici vicino sembravan sommersi dalla voce del mare...
O sogni o visioni, qualcosa la prese e si mise a pensare,
senti' che era un punto al limite di un continente,
senti' che era un niente, l'Atlantico immenso di fronte...
E in questo sentiva qualcosa di grande
che non riusciva a capire, che non poteva intuire,
che avrebbe spiegato, se avesse capito lei, quell'oceano infinito...
Ma il caldo l'avvolse, si senti' svanire e si mise a dormire
e fu solo del sole, come di mani future;
restaron soltanto il mare e un bikini amaranto...
E poi e poi, se ti scopri a ricordare, ti accorgerai che non te ne importa niente
e capirai che una sera o una stagione son come lampi, luci accese e dopo spente
e capirai che la vera ambiguita'
e' la vita che viviamo, il qualcosa che chiamiamo esser uomini...
E poi e poi, che quel vizio che ti uccidera' non sara' fumare o bere,
ma qualcosa che ti porti dentro,
cioe' vivere, vivere e poi, poi vivere
e poi, poi vivere...
(Francesco Guccini, Canzone della bambina portoghese)

giovedì 15 luglio 2010

Perle


Gli uomini vanno fuori a pesca. S'imbarcano su battelli costieri, salpano per tutti i porti sui mercantili, mentre le donne, non destinate a quel vasto mondo, cuociono il riso, attingono l'acqua, raccolgono alghe marine e, quando vien l'estate, si tuffano giu' nel segreto fondo del mare. Anche per una madre veterana tra le pescatrici di perle, quel mondo opaco del fondo marino era il mondo delle donne...
Solo questo lei conosceva: l'interno di una casa, buia anche a mezzogiorno, i profondi spasimi del parto, l'oscurita' del fondo marino. Questa era la serie dei mondi, connessi l'uno all'altro, ove lei viveva la sua vita.
(Yukio Mishima, La voce delle onde)

mercoledì 14 luglio 2010

Eterno vagare



Sul mare ci si sente orfani, il navigante si strugge per tutto cio' che ha lasciato e ricompone i conflitti che a terra dividevano il male e il bene. Si scende in una specie di grande valle, si entra in contatto con l'universo e i messaggi che arrivano da terra sembrano quelli di una cattedrale evanescente.
Si getta sul mare uno sguardo che ha sempre qualcosa di perduto. L'uomo di terraferma crede che il marinaio sia felice di andare, non sa che e' intessuto di angoscia e sogni e che gli sembra di percorrere una via che non conduce a nessun luogo.
Il marinaio non arriva mai nel suo, non ha possessi, il suo sguardo anche piu' attento e' sempre muto. Parla per farsi compagnia, oppure tace, e quando parla, spesso delira, non vuol convincere nessuno.
(Francesco Biamonti, Attesa sul mare)

martedì 13 luglio 2010

Sonnolenza


Un venticello soffio' sopra il mare:
di lontano veniva, di lontano
campi di miglio e riso a traversare,
dove fiorisce al sole il melograno;
tre volte il vento bacio' sulla fronte
il marinaio dormente sul ponte.
E disse: " O dormiglione sopra il mare!
svegliati non e' tempo di dormire:
la gran vela di prora devi issare,
alle risaie mi devi seguire;
ansiosa lei t'aspetta nel giardino,
perche' tu veda il tuo primo bambino".
(Laurence Hope, Poesie)

lunedì 12 luglio 2010

Note sull'acqua


Un aeroplano
nell'aria bionda e calda
vola piano
lascia un bel mondo dal colore baio,
dove c'e' il fiume di gennaio.
Scendi pilota
fammi vedere, scendi
a bassa quota,
che guardi meglio e possa raccontare
cos'e' che luccica sul grande mare...
Ne sono certo:
e' proprio un pianoforte da concerto,
dal suono avvolto dal mistero,
un pianoforte a coda lunga, nero.
Certo c'e' stata
laggiu' una storia molto complicata
un piano a coda lunga in alto mare.
E dove c'e' un piano
c'e' sempre gente che fa baccano,
ci sono occhi che si cercano
ci sono labbra che si guardano...
Non mi fido,
in certi casi un pianoforte e' un grido,
ci sono gambe che si sfiorano
e tentazioni che si partano.
Gira pilota,
recuperiamo il cielo ad alta quota,
torna nel mondo dal bel colore baio,
trovami il fiume di gennaio...
(Paolo Conte, Aguaplano)

domenica 11 luglio 2010

Marinai


Marinai che sognate in alto mare, i gomiti appoggiati al parapetto, guardatevi dal pensare a lungo nel buio della notte a un viso amato. Potreste rischiare di dar vita, in quei luoghi per natura deserti, a un essere dotato di tutta la sensibilita' umana, che non puo' vivere ne' morire, ne' amare, e tuttavia soffre come se vivesse, amasse e fosse sempre sul punto di morire, un essere infinitamente diseredato fra le solitudini acquatiche, come quella bambina dell'Oceano...
(Jules Supervieille, La bambina dell'oceano)

sabato 10 luglio 2010

Capire il mare


Mia adorata,
Dio sa quanto mi manca, in quest'ora malinconica, il conforto della Vostra presenza e il sollievo dei Vostri sorrisi. Il lavoro mi stanca e il mare si ribella ai miei ostinati tentativi di capirlo. Non avevo pensato che potesse essere cosi' difficile stargli davanti. E mi aggiro, con i miei strumenti e i miei quaderni, senza trovare l'inizio di cio' che cerco, l'ingresso a una qualsiasi risposta. Dove inizia la fine del mare? O addirittura: cosa diciamo quando diciamo: mare? Diciamo l'immenso mostro capace di divorarsi qualsiasi cosa, o quell'onda che ci schiuma intorno ai piedi? L'acqua che puoi tenere nel cavo della mano o l'abisso che nessuno puo' vedere? Diciamo tutto in una parola sola o in una sola parola tutto nascondiamo? Sto qui, a un passo dal mare, e neanche riesco a capire, lui, dov'e'. Il mare. Il mare.
Oggi ho conosciuto una donna bellissima. Ma non siate gelosa. Io vivo solo per voi.
Ismael A. Ismael Bartleboom
(Alessandro Baricco, Oceano mare)

venerdì 9 luglio 2010

Gioventu'


Di tutto quanto esiste e' il mare, io credo, la gran meraviglia, o e' soltanto la giovinezza? Chi puo' dirlo? Ma voialtri qui - tutti avete ricavato qualcosa dalla vita: denaro, amore - ogni volta che si scende a terra - e, ditemi, non e' stato quello il piu' bel tempo, quando eravamo giovani in mare, eravamo giovani e non avevamo nulla, salvo batoste e a volte l'occasione di provare la propria forza - non e' questo soltanto che tutti rimpianagete?
(Joseph Conrad, Gioventu')

giovedì 8 luglio 2010

Riconoscersi


Era la liberta', conteneva tutti gli orizzonti spalancati intorno.
Per me l'isola e' stato imparare a mettere esca agli ami,
lavarmi le ferite in acqua di mare,
stare zitto in barca, bruciare al sole, e pure per amore, senza cercare ombra.
L'isola e' maestra, chi non ne ama una e' destinato a perdersi di notte senza lume.
L'isola e' una conchiglia, il mare che si solleva a tempesta,
e' il muscolo che la chiude e la sigilla.
L'isola era il nuoto al largo e la sorpresa che i pescatori non sapevano nuotare,
l'isola la capisci dalla terra ferma.

(Erri De Luca, L'isola e' una conchiglia)

mercoledì 7 luglio 2010

Fantasmi di navi


Notte. Nel cielo oscuro aurea la luna pende;
nell'aria intorno e' il buio profondo, illimitato;
il mare nelle tenebre senza moto si stende;
e' silenzio infinito nel vuoto inanimato.
Ed ecco all'improvviso l'oscurita' risplende
di un pallido bagliore. L'orizzonte annebbiato
una lugubre luce, opaca, smorta, fende:
e' la florescenza del mare sconfinato.
Scivola, si avvicina; o miracolo... sfiora
gli alberi e le sartie, i ponti orla ed indora
di una turba di navi simili ad ombre vane.
Esse navigan lente; svaniscono annegate
nei flutti tenebrosi, come nebbie lontane:
fantasmi di navi da tempo naufragate.
(Kazimierz Przerwa-Tetmajer, Poesie)

martedì 6 luglio 2010

L'isola che non c'e'


Seconda stella a destra
questo e' il cammino
e poi dritto, fino al mattino
poi la strada la trovi da te
porta all'isola che non c'e'.
Forse questo ti sembrera' strano
ma la ragione
ti ha un po' preso la mano
ed ora sei quasi convinto che
non puo' esistere un'isola che non c'e'.
E a pensarci, che pazzia
e' una favola, e' solo fantasia
e chi e' saggio, chi e' maturo lo sa
non puo' esistere nella realta'!
Son d'accordo con voi
non esiste una terra
dove non ci son santi ne' eroi
e se non ci son ladri
se non c'e' mai la guerra
forse e' proprio l'isola
che non c'e'... che non c'e'.
E non e' un'invenzione
e neanche un gioco di parole
se ci credi ti basta perche'
poi la strada la trovi da te.
Son d'accordo con voi
niente ladri e gendarmi
ma che razza di isola e'?
Niente odio e violenza
ne' soldati ne' armi
forse e' proprio l'isola
che non c'e'... che non c'e'.
Seconda stella a destra
questo e' il cammino
e poi dritto, fino al mattino
poi la strada la trovi da te
porta all'isola che non c'e'.
E ti prendono in giro
se continui a cercarla
ma non darti per vinto perche'
chi ci ha gia' rinunciato
e ti ride alle spalle
forse e' ancora piu' pazzo di te.
(Edoardo Bennato, L'isola che non c'e')

lunedì 5 luglio 2010

Devozione e possesso


Una nave! La mia nave! Mia, piu' assolutamente mia in quanto a possessione e cure, di qualunque altra cosa nel mondo: un oggetto di responsabilita' e di devozione. Mi aspettava incantata, incapace di muoversi, di vivere, di vagare per l'immenso mondo (fino al mio arrivo), come una principessa di fiaba. Il suo richiamo era giunto a me come calando dalle nuvole. Non avevo mai sospettato la sua esistenza. Non sapevo ancora come fosse, conoscevo appena appena il suo nome, eppure gia' eravamo indissolubilmente uniti per una certa porzione del futuro, e destinati a galleggiare o a colare insieme.
Un subito impeto di ansiosa impazienza m'irruppe nelle vene, e mai come allora, ne' prima ne' dopo, mi sono sentito vivere cosi' intensamente. Compresi quanto fossi marinaio di cuore, d'animo e di corpo - un uomo esclusivamente di mare e di navi, che non conosce altro mondo all'infuori del mare, ne' altro campo d'azione all'infuori della nave, per esplicar virilita', ardore, coraggio, fedelta' - e amore.
(Joseph Conrad, La linea d'ombra)

domenica 4 luglio 2010

Onda su onda



Che notte buia che c'e'...
povero me, povero me...
Che acqua gelida qua
nessuno piu' mi salvera'...
Son caduto dalla nave, son caduto
mentre a bordo c'era il ballo...
Onda su onda
il mare mi portera'
alla deriva
in balia di una sorte bizzarra e cattiva.
Onda su onda
mi sto allontanando ormai,
la nave e' una lucciola persa nel blu
mai piu' ritornero'.
Sara, ti sei accorta?
Tu stai danzando insieme a lui
con gli occhi chiusi ti stringi a lui...
Sara, ma non importa!
Stupenda l'isola e'...
il clima e' dolce intorno a me
ci sono palme e bambu'...
e' un luogo pieno di virtu'...
Steso al sole ad asciugarmi
il corpo e il viso
guardo in faccia il paradiso...
Onda su onda
il mare mi ha portato qui,
ritmi canzoni, donne di sogno,
banane, lamponi.
Onda su onda
mi sono ambientato ormai
il naufragio mi ha dato la felicita' che tu,
non mi sai dar...

(Paolo Conte, Onda su onda)

sabato 3 luglio 2010

Infanzia


La mia bambina con la palla in mano
con gli occhi grandi color del cielo
e dell'estiva vesticciola: "Babbo
- mi disse - voglio uscire oggi con te".
Ed io pensavo: di tante parvenze
che s'ammirano al mondo, io ben so a quali
posso la mia bambina assomigliare.
Certo alla schiuma, alla marina schiuma
che sull'onde biancheggia, a quella scia
ch'esce azzurra dai tetti e che il vento sperde;
anche alle nubi, insensibili nubi
che si fanno e disfanno in chiaro cielo;
e ad altre cose leggere e vaganti.
(Umberto Saba, "Ritratto della mia bambina" da La malinconia amorosa)

venerdì 2 luglio 2010

Canzone


Il mare
Ci fa galleggiare lungo le rive chiare
Con i suoi movimenti incoraggia l'Amore
Dai sentimenti incostanti
Quando piove
Il mare
Baraonda d'estate
Di onde bianche e spruzzate
E tu com'eri salata col cuore
Celeste di azzurri infiniti
I pianti
Le ansie stagnanti
Le grandi piante bagnate
Risate
"T'ho amato tanto"
Le case arrugginite
E' il mare
Che le ha cullate lungo le rive chiare
E' una canzone d'amore
Che culla il mio cuore
Nella vita
Tu ridi
All'ombra eccitante
Di grandi piante bagnate
I pianti
Quanto t'ho amata
In case arrugginite
E' il mare
Che le ha cullate lungo le rive chiare
E' una canzone d'amore
Il mare
Che culla il mio cuore
Nella vita.
(Sergio Cammariere, Il mare)

mercoledì 30 giugno 2010

Armonia


A bordo passavo le giornate a imparare il mestiere di corsaro. Oh, qual differenza dai giorni in cui stavo rinchiusa nella cabina di Whitehead come una schiava! Adesso invece ero Padrona del mare, brava a prevedere il tempo, sapiente in fatto di nuvole e di venti: cominciavo insomma a sentirmi tutt'uno con quell'elemento estraneo: il Mare.
Imparai ad amare, a poco a poco, la vita di bordo. Le reazioni, e' vero, non erano scarse come gia' sulla nave di Whitehead, ed io ero trattata con grande deferenza dalla ciurma - sia per ordine di Lancelot e Horatio, sia in grazia della mia valentia nell'apprendere si' presto e bene le arti del corsaro - ma c'era anche dell'altro: il mio spirito sembrava elevarsi, in mare.
Allorche' le navi erano sospinte dagli alisei, nell'Atlantico meridionale, e le vele richiedevano scarse cure, navigare era una vera gioia. Regnava l'Armonia fra l'uomo e gli elementi, e una nave sembrava fatta apposta per piegare la forza della natura alla volonta' umana.
(Erica Jong, Fanny)

lunedì 28 giugno 2010

La leggerezza dell'essere


Il capitano MacWirr aveva navigato sulla superficie degli oceani come certi uomini sfiorano gli anni della vita per poi calare dolcemente in una placida tomba, ignorando la vita stessa fino all'ultimo, senza mai essere stati costretti a constatare tutto quello che puo' contenere in fatto di perfidia, di violenza e di terrore.
Esistono sul mare e sulla terra, uomini cosi' fortunati... o cosi' disdegnati dal destino o dagli oceani.
(Joseph Conrad, Tifone)

domenica 27 giugno 2010

Attitudini



Il Pessimista si lamenta al vento,


l'Ottimista aspetta che il vento cambi


e il Realista aggiusta le vele...


(Nicholas-Sebastien Roch de Chamfort)

sabato 26 giugno 2010

Panama


Di andare ai cocktails con la pistola
non ne posso piu'
pina colada o coca cola
non ne posso piu'
Di trafficanti e rifugiati
ne ho gia' piena la vita
oh maledetta attraversata
non sara' mai finita, ma
Vedete a nove nodi appena
si e' un punto fisso nel mare
che sa di nafta e lo nasconde
con l'odore del te' e dell'erba da fumare.
Oh mamacita Panama dov'e'
ora che stiamo in mare
sull'orizzonte ottico non c'e'
si dovra' pur vedere
signori ancora del te'
il nostro porto d'attracco dara' segno di se'.
Quando a Londra il comando
di questa galera mi sembro' un affare
un comandante per quanto giovane
dovrebbe stare in mare
La compagnia non fece storie
no no no e lo credo bene
portare esplosivo e fuoriusciti
mica a tutti conviene.
Oh mamacita Panama dov'e'
ora che stiamo in mare
sull'orizzonte ottico non c'e'
si dovra' pur vedere
signori ancora del te'
il nostro porto d'attracco dara' segno di se'.
Della francese che si sente sola
non ne posso piu'
sta a proravia di un cameriere
che invece guarda giu'
Con l'ambasciata portoricana
e' il quinto mambo stasera
chissa' le facce sapessero di agitarsi
su una polveriera.
Di andare ai cocktails con la pistola
non ne posso piu'
pina colada o coca cola
non ne posso piu'
Signori un'ultimo te'
il nostro porto d'attracco non da' segno di se'.
(Ivano Fossati, Panama)

venerdì 25 giugno 2010

L'uomo originario


Quanto a me, cui la sorte avversa ha tante volte fatto capire di non essere che un uomo spesso piu' miserabile di un marinaio, e per la salute malferma e per i pregiudizi che fin dall'infanzia mi spinsero a cercare la felicita' nell'incostante opinione altrui, quanto a me ripeto, se dovessi rifare la relazione di un simile viaggio, non vi annoterei le misure di una nave mal costruita, com'era la nostra, ma i nomi di tutti i membri dell'equipaggio; ne' dimenticherei il piu' piccolo mozzo.
E invece di osservare le abitudini dei pesci e degli uccelli, che vivono fuori dalla nave, studierei e ritrarrei quelle dei marinai che la fanno muovere; perche' mi pare che i caratteri umani siano piu' interessanti da descrivere, non soltanto degli animali, ma anche dei caratteri degli uomini che vivono sempre nello stesso cantuccio di terra, o di quelli dei signori, di cui si sono sempre occupati i nostri filosofi.
Gli usi della gente di mare sono molto piu' variati, per la loro vita cosmopolita e anfibia, e sono piu' evidenti di quelli dei signori, per la rozzezza del mestiere e per la loro innata sincerita': in loro possiamo conoscere l'uomo "originario", sempre in lotta e senza artifici, con i suoi vizi e con le sue virtu', contro le passioni sue e quelle altrui, contro la fortuna e gli elementi. Ad onta dei suoi difetti, per i quali sarebbe ingiusto distinguerla, vorrei rendere interessante tutta questa categoria di uomini.
(Bernardin de Saint-Pierre, Viaggio all'isola Mauritius)

giovedì 24 giugno 2010

Lotta e fratellanza


Uomo libero, tu amerai sempre il mare. Il mare e' il tuo specchio:
tu contempli la tua anima nell'infinito travaglio delle sue onde,
e il tuo spirito non e' un abisso meno amaro.
Tu ti compiaci nell'immergerti in fondo alla tua immagine;
lo abbracci con gli occhi e con le braccia, e il tuo cuore dimentica
qualche volta i propri palpiti al suono di quel lamento indomito e selvaggio.
Siete l'uno e l'altro cupi e tenebrosi.
O uomo, nessuno ha penetrato i tuoi profondi abissi;
o mare, nessuno conosce le tue nascoste ricchezze,
gelosi come siete di custodire i vostri segreti!
Eppure voi vi combattete da innumerevoli secoli
- senza pieta' ne' rimorso -
tanto amate la strage e la morte,
o eterni lottatori, o implacabili fratelli!
(Charles Baudelaire, I fiori del male)